“Dipingo per esprimere il grande mistero della vita”

Un colloquio con la pittrice Laura Bruno

“Dipingo per esprimere il grande mistero della vita”

di Maria Amata Di Lorenzo
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 © Flannery  – tutti i diritti riservati

VENEZIA (9 dic 2014) – La pittrice Laura Bruno è una dei cento artisti italiani che Vittorio Sgarbi ha scelto ed inserito nel suo volume “Porto Franco. Gli artisti “sdoganati” da Vittorio Sgarbi”, che raccoglie le opere (con relativo corredo critico) degli artisti scelti dal critico d’arte tra i circa mille che hanno partecipato all’edizione 2013 della Biennale Internazionale d’Arte di Palermo.

Laura Bruno, che usa in modo eccellente la tecnica pittorica, come rilevato anche da Sgarbi nel suo libro, e come potete vedere anche dalle immagini dei dipinti che abbiamo scelto di pubblicare, è laureata in Lettere e insegna in una scuola di Salerno. Vincitrice di numerosi concorsi e molto stimata come artista, ha un percorso precocissimo, ha cominciato infatti assai presto ad apprendere i rudimenti della pittura. E io vorrei partire proprio da lì, da quella ragazzina che a dodici anni appena stringeva già tra le mani i suoi primi pennelli.

Laura, come ti è nata dentro la vocazione alla pittura? Avevi degli esempi in famiglia oppure è stata una decisione tutta tua quella di dedicarti all’arte? E qual è stato il tuo percorso?

Fin da piccola amavo disegnare, colorare e leggere. Disegnavo i fumetti con i miei fratelli: mi piaceva anche inventare storie e scrivere. Ero creativa. Non avevo esempi diretti di artisti in famiglia se non tra gli zii di mio padre, dove esisteva la vena artistica per la pittura e la musica, coltivate come hobby quasi professionale, con grande talento. A scuola fin da piccola ero molto brava nella scrittura, per cui la passione per il disegno fu sottovalutata dagli insegnanti, che suggerirono a mio padre, professore di Lettere e poi Preside, di assecondare la mia propensione per la lingua italiana. Sono stata indirizzata, contro il mio volere, allo studio classico, che non prevede affatto il disegno. Mi sono laureata col massimo dei voti, ho vinto il Concorso a Cattedra per Lettere moderne. Ma l’amore per la pittura e la scultura è cresciuto con me, inespresso per anni: è stato il mio sogno e il rimpianto. Solo da adulta ho potuto assecondare la mia vera natura interiore. Già ero insegnante e madre quando ho iniziato a frequentare lo studio del M° Virginio Quarta, approfondendo per anni la pittura con l’acrilico. Poi mi sono iscritta all’Accademia di Belle Arti di Napoli, alla Scuola Libera del Nudo, dove ho appreso le tecniche dell’Incisione con il compianto M° Giuseppe Giannetti.

Tu sei stata selezionata e premiata in numerosi eventi in Italia e all’estero per la pittura, l’incisione e la scultura. Le tue opere sono state esposte in mostre permanenti – da Parigi a New York, da Roma a Vienna, solo per citare alcuni dei luoghi che le hanno ospitate fino ad oggi – così come sono pure presenti in edifici pubblici quali chiese, questure e musei. Come vivi il rapporto con il pubblico che si accosta alle tue opere?

Cerco di capire e di farmi capire. La conoscenza è importante per me, ho la curiosità anche di scoprire cosa riesco a comunicare con i colori e con le immagini. Il pubblico è il mio alter ego e lo specchio che mi rimanda ciò che ho dentro. E’ un viaggio esotico da cui nasce un confronto di idee che è arricchimento. Ho scoperto simboli con il ruolo di archetipi che ho inconsapevolmente usato nei miei dipinti: la pittura allora diventa un codice da decifrare. Insomma la comunicazione per immagini e simboli è un mondo, di cui mi piacerebbe scoprire nuovi inesplorati significati …

Parlaci un po’ di te. Riesci a descriverti con tre aggettivi?

Creativa. Non conformista. Istintiva ma educata alla razionalità.

Che cosa ti piace fare nel tempo libero, a parte dipingere?

Amo leggere romanzi, per lo più classici. Amo guardare programmi naturalistici in tv, amo fotografare e viaggiare.

Il feedback con chi segue da anni il tuo lavoro è importante per te? Tu sei presente nei social network? E che cosa ti dicono i tuoi interlocutori?

Sì, è importante, ma cerco di non farmi condizionare. Voglio essere libera nella scelta delle tematiche, dei soggetti e delle tecniche. Il confronto è importante ma difficilmente può avvenire attraverso i social network. Il facile consenso del “mi piace” di Facebook, per esempio, quasi mai corrisponde all’effettiva realtà e può scatenare illusioni. Quando ricevo apprezzamenti sinceri sono felice e comprendo le meravigliose opportunità di Facebook e dei social, che comunque sono un formidabile mezzo divulgativo e pubblicitario.

(c) Laura Bruno - Manu tenere vitam / all rights reserved
(c) Laura Bruno – Manu tenere vitam / all rights reserved

Tu ami dipingere i ritratti, come anche i paesaggi naturali della tua terra, la Costiera Amalfitana, e la tua città, Salerno, e poi realizzi pure dei bellissimi dipinti dedicati a forte tematiche sociali, come la guerra, le ingiustizie del mondo. Penso per esempio in modo particolare a una delle tue opere, “Per un’etica globale”, che i nostri lettori possono ammirare in questo post, insieme a un’altra notevolissima opera, “Manu tenere vitam”, che fa letteralmente “parlare” la figura di Madre Teresa di Calcutta pur nella fissità silenziosa del disegno. Essa parla cioè al nostro cuore, alla nostra coscienza, come lo fa pure “Per un’etica globale”. Come scegli i soggetti delle tue opere?

Da ciò che mi emoziona. Sono io che esprimo il dolore per le ingiustizie sociali, l’amore per l’umanità: sono i miei valori interiori tradotti in immagini che devono avere una veste credibile ed una forza espressiva per essere un messaggio. Ecco allora i colori forti e gli accostamenti arditi e a volte surreali, come nelle Metamorfosi, che sono commistioni tra uomo e animale. In questi dipinti cerco l’archetipo di cui ti parlavo prima, un simbolo che svela da un messaggio complesso una traduzione immediatamente recepita, estratta da una sorta di coscienza collettiva junghiana…

Anche Sgarbi è rimasto affascinato dal discorso culturale ed intellettuale che c’è dietro ad ogni tuo quadro. Questo si vede anche, e non solo, nella cura particolare che presti nello scegliere i titoli da dare alle tue opere: fanno parte anch’essi del discorso che tu, attraverso le tue tele, instauri con chi le guarda. Che cos’è che vuoi esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Da piccola sognavo un libro, “il libro”, che svelasse il segreto della vita. La lingua greca mi sembrava adatta al compito per la diversità dell’alfabeto e per la difficoltà di traduzione. La mia attenzione era concentrata sulla forma. Credevo che dalla lettura avrei ricavato significati magici e misteriosi, che i libri fossero scrigni di tesori nascosti. Ma con il tempo ho rinunciato alla lettura ed alla lingua parlata come mezzo di comunicazione, preferendo il simbolo, l’immagine, il colore. E la mia attenzione si è rivolta non più alla forma ma al contenuto. Vorrei esprimere il mistero, di cui nemmeno io sono consapevole ma che amo esplorare. Vorrei che da un mio dipinto si potesse capire il significato della vita, o che ognuno potesse vedere se stesso senza veli. Riesci a capirci qualcosa? O pensi semplicemente che tanto normale non sono? Sì, Sgarbi ha capito che c’è un discorso culturale dietro ai miei dipinti e che io “gioco” con le parole che rivelano e completano le immagini. Penso che se scrivessi un libro, cosa che ho sempre desiderato fare, lo riempirei di dipinti!

(c) Laura Bruno - Per un'etica globale / all rights reserved
(c) Laura Bruno – Per un’etica globale / all rights reserved

Qual è secondo te la funzione dell’artista, riferita soprattutto al mondo di oggi, in cui ci troviamo a vivere in un contesto profondamente differente da quello in cui si trovava, tanto per fare un esempio, un artista nel Rinascimento? Che senso ha al giorno d’oggi essere degli artisti?

Per me ha il senso di approfondire se stessi per indicare una strada agli altri: dare voce all’inquietudine, al dolore, alla consapevolezza del grande mistero della vita per dissipare le ombre con la luce della creatività. L’artista ha il dovere di educare ai valori umani ed alla bellezza, al rispetto ed alla libertà, che per me è il valore assoluto. Questa è la mia risposta personale. Ma la funzione dell’artista per il mondo di oggi credo sia far riscoprire il piacere della creatività attraverso l’originalità ed il colore e dare un contributo per la salvezza del nostro pianeta.

Che cos’è l’arte per te? Potresti vivere senza?

Attraverso l’arte io riscopro la natura, la gioia, sogno ancora e mi emoziono, mi ritrovo bambina; questa è la magia che l’arte può creare. Potrei vivere senza l’arte ma sarebbe un mondo triste e grigio, senza quel pizzico di follia che è una spolverata d’oro sulle cose…

Come si è evoluto nel corso del tempo il tuo rapporto con la pittura?

Sono partita dalla figurazione classica, poi ho sentito l’esigenza di apporre sulle tele stoffe e materiali che dessero rilievo e maggiore realismo. All’inizio disegnavo oggetti oggi rappresento idee e pensieri.

Raccontaci come nascono le tue opere. Tutto parte da un’ispirazione, mi sembra di capire. Poi questa ispirazione, come una piccola fiammella che alimenta un grande fuoco, si traduce in un ‘opera. Come nasce un tuo dipinto?

Nasce dall’emozione davanti ad un’immagine, che può essere una foto. La scelgo e la integro con altre figure che completano il quadro interiore che ho l’esigenza di “dimostrare”. Poi inizia la realizzazione: prima disegno, poi scelgo i colori, che non sempre corrispondono a quelli reali. Sono i miei colori. Poi mi lascio trasportare e il tempo vola via, ci siamo solo io e la tela. Passano ore senza che io mi renda conto, ma non voglio essere interrotta. Però se non ho l’ispirazione, non riesco. Paragono la pittura alla cucina: se non ho voglia di cucinare, rovino il piatto, anche se conosco bene il procedimento per la sua preparazione. E’ un’arte e, in quanto tale, necessita dell’ispirazione e della totale partecipazione.

Un'immagine giovanile della pittrice Laura Bruno con il leader degli Alunni del Sole Paolo Morelli
Un’immagine giovanile della pittrice Laura Bruno con il leader degli Alunni del Sole Paolo Morelli.

*Dipingi in silenzio oppure immersa nella musica? Te lo chiedo perchè so che nella tua vita hai goduto a lungo dell’amicizia di un grande artista, Paolo Morelli, voce e autore del complesso musicale Alunni del Sole, che era anche un pittore, seppure molto schivo nel presentarsi al pubblico sotto questa veste. Quant’è stata importante per te l’amicizia con Paolo e che ruolo ha, se posso chiedertelo, la sua musica e la musica in genere nella tua vita e nelle tue creazioni artistiche?

Dipingo con la musica, sempre. Mi permette la concentrazione, ma deve essere una musica che amo, che sia in consonanza con me, come quella di Paolo Morelli. Dopo più di un anno provo ancora un enorme dolore per la mancanza di Paolo, la cui amicizia mi ha accompagnata per tutta la vita, fin da quando io avevo 18 anni e lui era all’apice del successo. Negli ultimi anni era diventata più preziosa perché fatta di affinità: l’amore per la pittura, che anche lui prediligeva, ci vedeva a confronto su temi e tecniche. Paolo ha esposto i suoi quadri in mostre organizzate da me in alcuni musei campani, dimostrandomi concretamente la sua fiducia. Si è fatto intervistare da me per giornali e riviste specializzate come Raro, permettendomi di capire il suo complesso mondo interiore. Mi telefonava quasi quotidianamente, comunicandomi pensieri, stati d’animo, emozioni. Su Facebook ero portavoce sua e degli Alunni Del Sole e spesso mi inviava sue foto da pubblicare o poesie e saluti ai fans. Insomma un rapporto vero, profondo, insostituibile, che il tempo non ha scalfito ma ha intensificato e valorizzato come autentico. Paolo apprezzava la mia espansività e gioiosità, mi ammirava come artista e conosceva la mia sensibilità. Eravamo simili per tanti aspetti. Un grande artista ed un uomo sensibilissimo e buono.

La pittrice Laura Bruno in anni più recenti con Paolo Morelli e la magia di un quadro donato, misterioso e bellissimo.
La pittrice Laura Bruno in anni più recenti con Paolo Morelli e la magia di un quadro donato, misterioso e bellissimo.

Immagino quale gioia avrebbe provato nel veder ripubblicati dalla Sony Music, per la BMG, tutti i suoi primi dieci Cd in un unico prezioso cofanetto! Questo splendido regalo per la cui pubblicazione suo fratello Bruno si è tanto impegnato, è uscito ad un anno dalla scomparsa di Paolo. Io lo ascolto spesso perché è la sua eredità artistica: pensa che solo quattro Cd dell’intera produzione musicale di Paolo Morelli ne sono fuori!

A che cosa stai lavorando adesso, cara Laura? E quali saranno i tuoi progetti futuri?

Sto preparando alcune mostre, per Natale e per la primavera. Desidero fortemente concentrarmi su alcuni temi sociali da approfondire in quadri, ma ho sempre poco tempo per i numerosi impegni della scuola, della famiglia e delle mostre. Aspetto il tempo della libertà, che verrà e mi lascerà senza più doveri da anteporre a me stessa, allora sarò felice. Vorrei dipingere e leggere, forse scrivere, guardando il mare e sentendo il contatto con la sabbia. E poi vorrei viaggiare…

© Maria Amata Di Lorenzo – Flannery / 9 dicembre 2014 – all rights reserved

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1 Comment

  1. Cari amici ed amiche, si è inaugurata ieri e resterà aperta fino all’8 agosto l’esposizione d’arte patrocinata dal Padiglione del Guatemala e Grenada, presenti alla 56 Biennale di Venezia. Tra gli artisti, la pittrice Laura Bruno. Vi invito tutti a vedere la mostra che è gratuita!
    L’indirizzo: Officina delle Zattere, Fondamenta Nani Dorsoduro 947 – Venezia. Aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, con orario 10.00-18.00.

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